17.05.25 Flash mob alla Biennale del Mare

Con la nostra iniziativa abbiamo cercato di attirare l’attenzione sulla mancata attuazione della mozione fatta approvare all’unanimità dal Consiglio Comunale (qui).

Foto dei manifestanti con gli striscioni che chiedono l'attuazione della mozione sui fumi navali

Al di là di questo, quella in svolgimento dal 14 al 17 maggio è stata soprattutto una kermesse commerciale che a giudizio di Livorno Porto Pulito intende presentare al pubblico una immagine ambientalista non veritiera.

Non a caso i principali sponsor sono gli operatori dell’indotto (cantieristica di lusso, terminalisti, venditori di combustibili fossili, proprietari immobiliari dei siti circostanti e via dicendo) che traggono dal mare ogni possibile beneficio.

Ciò che viene restituito quasi sempre alla collettività è fatto di inquinamento navale, occupazione lavorativa a basso costo e basse tutele e diffusione di status symbol lussuosissimi, incompatibili con le condizioni di vita della maggioranza della popolazione mondiale.

Per non parlare della presenza militare, rappresentata da una nave cosiddetta “oceanografica” della Nato, utilizzata verosimilmente per garantire il controllo dei fondali e delle relative infrastrutture strategiche.

E l’ambiente?

Fa un po’ effetto sentir presentare il GNL come una “soluzione nella transizione ecologica”, nel momento in cui il metano che rilascia è ottantacinque volte più climalterante della CO2 (vedi qui).

Così come appare poco credibile l’attenzione manifestata alle praterie di Posidonia e al preservamento dei litorali quando fra le autorità partecipanti ci sono coloro che stanno spingendo fortemente a favore della Darsena Europa (vedi qui).

Il mantra che si vuole recitare è come sempre quello di uno sviluppo economico compatibile con l’ambiente.

Ma nelle nostre orecchie risuona un altro concetto: “Greenwashing”.

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