A seguito di un’indagine di Report è emerso che circa 1.500 kg di carne scaduta è stata venduta a società armatrici per finire sulle tavole delle navi da crociera.

Sono cose che dobbiamo aspettarci quando dilaga il turismo industriale basato sulle grandi quantità.
Di persone, di consumi, di approvvigionamenti.
E’ la regola dei conti economici dei business massivi: tanti crocieristi con prezzi del biglietto contenuti possono produrre profitto solo risparmiando sui costi e quindi, perché no, anche sulla qualità degli alimenti.
Non è giusto generalizzare, ma sicuramente quei 1.500 kg. di carne scaduta hanno aiutato qualcuno a far quadrare i conti.

