
(foto di Civonline)
Civitavecchia è il porto italiano dove anni fa è stata condotta la prima importante indagine epidemiologica sugli effetti dei fumi navali: percentuali altissime di decessi precoci (per malattie neurologiche e tumori al polmone) fra chi abitava entro 500 metri dalle banchine.
Non c’è quindi da stupirsi che da parte di residenti e comitati ambientalisti si vogliano certezze ben precise sui tempi di elettrificazione, in modo da consentire alle navi di spengere i motori durante l’ormeggio.
Nei giorni scorsi, perciò, il referente locale di ISDE/Medici per l’Ambiente, ha rivolto una richiesta formale al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, riguardo ad alcuni temi essenziali:
1. cronoprogramma aggiornato relativo al completamento delle opere, ai collaudi, alla connessione alla rete, alle procedure di affidamento e alla progressiva entrata in esercizio delle singole postazioni;
2. chiarire pubblicamente quale modello gestionale e organizzativo si intenda adottare per il servizio;
3. dare priorità, ove tecnicamente e amministrativamente possibile, alle banchine e ai traffici che presentano maggiore prossimità all’abitato e maggiore rilevanza sotto il profilo emissivo;
4. accompagnare l’attuazione del cold ironing con un sistema di monitoraggio pubblico sull’andamento del servizio (energia impiegata, orari ecc.);
5. una relazione semestrale pubblica sullo stato di attuazione, sui risultati operativi e sui benefici ambientali osservabili;
6. coordinamento stabile con i soggetti competenti sul versante elettrico e ambientale,
Ci sembra un ottimo approccio, serio e documentato, a garanzia della celerità di attivazione e funzionalità di una infrastruttura essenziale.

