Due notizie apparentemente positive ci arrivano dal magico mondo delle crociere.
Da un lato, il varo della prima nave da crociera a idrogeno (qua sotto nella foto di Shipping Italy). Questo l’articolo originale: https://www.shippingitaly.it/2026/03/19/varata-ad-ancona-la-viking-libra-prima-nave-da-crociera-a-idrogeno/

Senz’altro positivo il fatto che l’idrogeno non genera emissioni durante la navigazione, costituendo come noto non una fonte fossile ma un “vettore d’energia“. Resta però da capire quale sia l’origine di questa energia, visto che esistono varie tipologie di idrogeno, dal marrone al verde, che utilizzano in parte anche fonti fossili.

E’ chiaro che utilizzare idrogeno che veicola energia di origine fossile non farebbe che trasferire altrove l’inquinamento marittimo, cioè laddove quell’energia è stata prodotta.
La seconda notizia (sempre di Shipping Italy, qui: https://www.shippingitaly.it/2026/03/19/la-nave-da-crociera-a-vela-piu-grande-al-mondo-ha-superato-i-test-di-propulsione/) riguarda l’entrata in servizio della nave da crociera a vela più grande del mondo, la Orient Express Corinthian (foto):

L’uso del vento è sicuramente un passo avanti importante, anche se la nave ha comunque un impianto di propulsione a GNL da utilizzare quando il vento non c’è.
A bordo, turisti di altissima gamma, ospitati in “54 suite per un massimo di 110 passeggeri, con equipaggio numericamente superiore per garantire standard di servizio tipici della fascia ultra-lusso“.
Non è un caso che il suo sito (https://www.orient-express.com/en/sailing-yachts/destinations/mediterranean/riviera-roman-shores-portofino-corsica-eternal-city/260726-4-nights#description) riporti che una suite per una crociera di 4 giorni costa 22.800 €.
Data la situazione, possiamo immaginare il disagio di milionari vari che si trovassero fermi in alto mare durante una patana.
E forse, in alternativa al motore a GNL, si sarebbe potuto optare per un sistema di propulsione a remi, alla stregua delle vecchie galere.
Un po’ di fitness in più per persone abituate ad avere tutto in un contesto di gravi difficoltà e diseguaglianze sociali.

