Molte delle navi che transitano nel porto di Livorno bruciano un carburante “grezzo” ma economico, simile al bitume, che produce fumi che sono un concentrato di sostanze inquinanti: biossido di zolfo, ossido di azoto,
black carbon, particolato PM2.5, PM10 e polveri ultrasottili.
Qui https://livornoportopulitoaps.org/gli-inquinanti-atmosferici-di-origine-navale/ possiamo trovare un approfondimento sulle quantità di sostanze tossiche emesse dalle navi a livello globale.
Sostanze che arrivano prima ai polmoni, ma possono andare poi nel sangue e fare danni in altri organi, causando problemi cardiocircolatori o cerebrali. Le conseguenze si fanno sentire maggiormente in bambini e persone fragili e provocano, dunque, enormi costi personali e sociali (cure mediche e ospedaliere) tutti a carico della collettività.

Ogni anno a Livorno 47 persone muoiono a causa dei fumi navali, prima causa di decessi per inquinamento dell’aria. È la stima del Global Health Institute di Barcellona, in uno studio finanziato dall’UE e pubblicato nel 2021 dalla prestigiosa rivista scientifica The Lancet.
Su un totale di 195 decessi, il particolato fine PM 2,5 di origine navale (il 17% del totale cittadino) uccide ogni anno 24 persone. Il biossido di azoto NO2 prodotto dalle navi (il 45% del totale) ne uccide 23.


