
Dopo il periodo di test a marzo, ecco i primi dati di tre settimane del mese di aprile.
Purtroppo colpisce subito l’elevatissimo livello del benzene, sostanza di primario impatto cancerogeno riconosciuto unanimemente da tutta la letteratura scientifica.
Nei 26 giorni monitorati, la media risulta infatti di 5,88 microgrammi al metro cubo, nettamente oltre i limiti già in vigore da 16 anni su media annuale (5 microgrammi).
Si consideri che dal 1° gennaio 2030, sulla base della nuova Direttiva Europea 2881/2024 in corso di recepimento, i valori dovranno rientrare sotto la soglia di 3,4 microgrammi.
Un dato inquietante se confermato, ventotto volte la media riscontrata dalla centralina Arpat di Via La Pira (0,2 microgrammi) e diciassette volte quello della centralina collocata sotto la raffineria ENI di Stagno (0,35).
Anche la situazione del biossido di azoto non è tranquillizzante, visto cha la media del periodo si mantiene ben al di sopra del limite di 20 microgrammi previsto dalla nuova Direttiva, nonché valore più che doppio rispetto a quello (10 grammi) raccomandato da anni dall’OMS.
Nei prossimi mesi avremo dati ancora più analitici e riscontri in tempo reale.
Manteniamo alta l’attenzione.
