(di Sabrina Piacentini)

(Foto di repertorio: rissa al buffet su nave da crociera, 18/08/25)
L’ alloggio, viste le poche esigenze economiche, era misero e rispettava le aspettative. Il problema? uscire da quella stanza. Un’ansia che ebbi dal primo all’ultimo giorno di vacanza: capire quale ascensore, quale corridoio serviva per andare dove si voleva andare. Un incubo, mi sono sentita in un labirinto per tutto il tempo; non vi dico le volte che finivamo in posti sbagliati, ansia solo al pensiero del tempo che scorreva e che perdevo inutilmente.
L’altro incubo è stato il cibo. In tutte le vacanze cerchi di capire come muoverti per mangiare; la soluzione più semplice era imbattersi nei self service. Il primo giorno a Livorno eravamo in pochi, così a Civitavecchia, ma da Napoli in poi, i self service furono invasi dalle cavallette. Mi guardavo intorno, non riuscivo ad avere il tempo per prendere un tavolo o imbattermi in una fila per arrivare a mangiare qualcosa di decente, venivo spintonata via senza regole, senza rispetto reciproco, senza bon ton e senza fila. Solo a fine crociera, il giorno prima di scendere, abbiamo capito che potevamo essere serviti nei ristoranti previa prenotazione.
