I controlli delle capitanerie

Le 55 Capitanerie di Porto/Guardie costiere italiane (dipendenti dalle 15 Direzioni Marittime) sono tenute ad effettuare controlli sul tenore di zolfo nei combustibili navali, nonché sulla conformità degli apparati di bordo e dei relativi componenti.
A seguito dell’entrata in vigore dal 1°maggio 2025 dell’Area S.E.C.A (Sulfur Emission Control Area) anche nel Mediterraneo, lo zolfo contenuto nei carburanti non può eccedere lo 0,1% in massa (salvo che utilizzino “scrubbers”, vedi qui).
Si tratta comunque di un quantitativo di zolfo cento volte superiore a quello consentito negli autoveicoli (0,001% in massa).
In ogni caso, affinché la nuova misura risulti efficace sono però necessari adeguati controlli e purtroppo la situazione da questo punto di vista non è rassicurante: nel 2021 ad esempio, a fronte di oltre 500.000 scali all’anno di navi nei porti italiani, i controlli sono stati appena 180.

Foto di una nave ormeggiata nelle immediate vicinanze della Capitaneria di Livorno

Per questo motivo l’Associazione Cittadini per l’Aria sta conducendo, nell’ambito della Rete “Facciamo respirare il Mediterraneo” (che mette in sinergia vari comitati portuali) una campagna di sensibilizzazione e di pressione per aumentare il numero delle verifiche e per rendere trasparenti i loro risultati.
Clicca qui per saperne di più.

Inoltre, spettano alle Capitanerie verifiche ulteriori sulle dotazioni di bordo e su alcune procedure operative. Leggi di seguito gli articoli 2, 3 e 4 dell’Ordinanza del 7 febbraio 2024 della Capitaneria di Livorno:

L’effettuazione dei dovuti controlli risulta ancora più necessaria sia in relazione all’istituzione della predetta Area SECA (potrebbe risultare più economico continuare ad utilizzare combustibile più economico confidando nella mancata verifica) sia alla luce di alcune vicende salite ahimè recentemente agli onori della cronaca giudiziaria (c.d. “Traghettopoli“)

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