
Nel suo approfondito reportage sul quotidiano L’Indipendente (qui: https://www.lindipendente.online/2026/02/11/porto-basi-e-stazioni-cosi-la-toscana-si-prepara-alla-guerra/) Linda Maggiori solleva finalmente il coperchio sul ruolo preoccupante del porto di Livorno nella dinamica bellicista sempre più incalzante.
Posto a diretto contatto con la base militare statunitense di Camp Darby, la più grande al mondo al di fuori dei confini nazionali, Livorno è il “naturale” sbocco a moltissimi traffici di materiale bellico diretto a teatri di guerra.
Lo è stato ai tempi del conflitto iracheno, lo è tuttora anche quale supporto logistico delle operazioni militari in Palestina.
La costruzione della Darsena Europa potrebbe fra l’altro rientrare in questo disegno, poiché nonostante la legislazione vigente vieti il traffico di armi verso i paesi in guerra, la mancanza di trasparenza fa sì che a Livorno transitino probabilmente grandi quantità di materiale bellico.
E il raddoppio del porto è sicuramente un’opportunità in più per chi traffica in armamenti.

