Le navi alimentate a GNL potrebbero non potersi collegare alle banchine elettrificate

Uno studio appena pubblicato da NABU (la prestigiosa organizzazione ambientalista) avanza perplessità sui rischi di esplosione se le navi alimentate a GNL spengono i motori in porto, a causa della “fisiologica” dispersione di metano.
Un bel problema, in vista dell’elettrificazione delle banchine.
Qui una sintesi dello studio e il link al report completo:
“Un numero crescente di tipologie di navi, oltre alle metaniere, utilizza ora il gas naturale liquefatto (GNL) per la propulsione e/o per altri fabbisogni energetici a bordo. Per ridurre lo spazio necessario nei serbatoi, il gas naturale deve essere stoccato allo stato liquido a bordo delle navi. Per diventare liquido, il gas deve essere raffreddato a circa -162 °C e, per impedirne la rigassificazione, a bordo vengono utilizzati serbatoi specifici per GNL. Poiché l’evaporazione del gas liquefatto all’interno dei serbatoi di bordo non può essere completamente evitata, nei serbatoi si forma del boil-off gas (BOG).
A seconda del tipo di serbatoio e del profilo operativo della nave, la gestione del BOG è necessaria per evitare la sovrapressione nei serbatoi e per conformarsi alle normative internazionali volte a prevenire lo sfiato di emergenza. Una strategia di gestione comune consiste nell’utilizzare il BOG energeticamente a bordo. Tuttavia, durante la sosta all’ormeggio, quando la domanda di energia è relativamente bassa, sorge il dubbio se il rischio di un uso inefficiente del BOG o di uno sfiato di emergenza
aumenti, soprattutto nei casi in cui le navi ricevono energia da terra durante l’ormeggio. L’alimentazione elettrica a terra (OPS) è una tecnologia chiave per ridurre le emissioni di gas serra e di aria
nei porti.
https://www.nabu.de/imperia/md/content/nabude/verkehr/300126-study-lng_boil-off_gas_at_berth-nabu.pdf

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