Porto di Genova: una diga sempre più chiacchierata.

Stupisce “favorevolmente” come talvolta i tempi della giustizia siano rapidissimi. In questo caso la Procura Europea EPPO (European Public Persecutor’s Office) ha chiesto di archiviare l’indagine aperta nel 2023 da un esposto e rilievi Anac relativi alla nuova diga foranea di Genova.
Uno dei quali, riguardante il “cambio di capitolato a inviti chiusi” (cioè il cambio delle regole a partita iniziata) è stato ignorato da EPPO.
Si tratta -finora- di 303 milioni di extracosti che dovrà sostenere l’appaltante pubblico (lo Stato) e non l’appaltatore (Webuild), come
inizialmente previsto. Per non parlare poi dell’ottemperanza a prescrizioni ambientali, curiosamente diventate raccomandazioni.
Fra queste i rilievi sui rischi geologici del progetto, che hanno portato alle dimissioni l’ex project manager Piero Silva, derubricate a “questioni personali”.
Pare che la Procura di Genova abbia già recepito tale archiviazione, ma abbiamo la sensazione che non sia finita qui: speriamo che si faccia chiarezza, nei tempi necessari ad evitare impatti ambientali e irregolarità amministrative.

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