
2.500 tonnellate di plastica andate letteralmente in fumo durante un incendio durato più di due giorni alle porte di Pisa.
E’ accaduto nell’azienda Delca Energy di Vicopisano, attiva nel riciclaggio dei rifiuti. Arpat assicura che l’incendio non ha prodotto diossine, ma è difficile immaginare che data la sua enorme entità e durata non siano state rilasciate sostanze tossiche.
Al di là della dinamica e delle eventuali manchevolezze della ditta (tutte da appurare) ciò che deve farci riflettere è anche e soprattutto il fatto in sé della produzione immensa di plastiche, in parte sottoposte a riciclo, con tutti i rischi del caso data la loro infiammabilità (non è la prima volta che gli incendi colpiscono stabilimenti del genere, caso strano quando le quantità ammassate costituiscono un consistente problema ai fini dello smaltimento…).
Dobbiamo chiederci: è proprio così indispensabile acquistare prodotti confezionati in plastica usa e getta (acqua, bevande, detersivi, alimentari vari)?
Perché poi, alla fine, succede che il fossile ce lo respiriamo comunque, se non dalle navi, da qualche rogo misterioso negli stabilimenti dove potrebbero essere smaltiti (foto e articolo Tirreno Pisa).

